L’Antagonista nei giochi di ruolo

Quanto è importante un Antagonista nei giochi di ruolo?

Questo articolo è dedicato ad una delle colonne portanti di ogni gioco di ruolo che si rispetti.

“L’Antagonista”

Perno fondamentale della storia che i vostri personaggi dovranno vivere, e vero e proprio catalizzatore di avventure.

Durante una campagna di un gioco di ruolo è naturale che ce ne possano essere diversi, ma ognuno di loro andrà studiato attentamente.

Nello scorso articolo vi ho parlato della figura dell’eroe, puoi cliccare qui per leggere l’articolo, oppure ascoltare l’ultima puntata del mio podcast cliccando qui.

Ed immediatamente dopo ho deciso di dedicare l’articolo successivo alla nemesi di ogni eroe.

Forse ti starai chiedendo il perché, vero?

Bé, lascia che ti spieghi cosa lega queste due figure e quanto sia importante creare un Cattivo con la “C” maiuscola per la tua/e storia/e.

L’Altra faccia della medaglia

Eroe ed Antagonista sono le facce della stessa medaglia, agli opposti, ma composti dallo stesso materiale ed al contempo diametralmente opposti.

Questo perché, tanto un eroe diventa importante o viene considerato puro, quanto il suo nemico dovrà essere infido e corrotto.

I grandi eroi diventano tali grazie alla loro nemesi, che con la propria ombra oscura, nasconde le macchie che si celano anche dentro il cuore di un eroe.

Ricordate la scena della prima trilogia del “Signore degli Anelli” nella quale Aragorn lascia andare Frodo da solo a Mordor?

Dopo che Frodo gli ha chiesto “Puoi proteggermi da te stesso?”

Ecco, questo è il concetto di base, poi certo Aragorn diventerà Re, affronterà eroicamente la marea del male e si sacrificherà pur di arginare l’avanzata di Sauron…

…ma

Nemmeno lui è senza macchia, semplicemente l’oscurtià di Mordor nasconde questo suo lato negativo.

Pertanto tenete sempre a mente, è l’antagonista ha rendere l’eroe tale.

Non esisterebbe un Batman senza Joker, oppure un Leonida senza Serse…

Tratti di un Antagonista perfetto

Ma cosa rende un antagonista davvero interessante?

Iniziamo da quello che un cattivo NON deve essere, vale a dire:

Scontato, Banale e Piatto…

Un antagonista scontato è prevedibile, immaginate qualcuno che si presenta come…

Il signore del male, l’araldo della distruzione, il figlio della notte dei tempi… anzi no, immaginate che si faccia chiamare “Apocalisse”…

Ora tolti i pessimi esempi dei nemici da Fumetti o Film (n.d.r. fatti male), un cattivo misterioso, furbo, che agisce nell’ombra è sempre più interessante.

Oppure qualcuno che riveli solo una parte dei suoi progetti, rimanendo sempre nel vago per non capire dove possa andare a parare.

Questo genere di avversario spiazza i giocatori provocando incertezze e un massiccio utilizzo di “materia grigia”… che male non fa.

Inoltre un antagonista non deve essere banale, la famosa banalità del male, vale a dire quel genere di nemici che si espongono stupidamente senza un fine apparente, per il puro gusto di portare distruzione.

Ora da un orco rimbambito me lo potrei anche aspettare, ma non stiamo parlando di questo genere di avversario.

Parliamo di quel genere di avversario in stile “Grande Burattinaio”, quello che l’orco che va razziando villaggi non l’ha nemmeno aizzato lui.

Un nemico scaltro, metodico, disciplinato, non agirà in maniera controllata per fare un piacere alla storia del master, lo fa solo ed unicamente perché si tratta della scelta più logica a lungo termine.

Infine un vero antagonista non deve essere “Piatto”, ma per questo ultimo punto ho bisogno di un ulteriore paragrafo…

Dai vita al tuo Antagonista

Parlavamo dell’essere piatti, ora, dopo aver fatto chiarezza su banalità e prevedibilità del vostro cattivone, diamogli anche un senso.

I malvagi, da che mondo e mondo, hanno una storia che spesso è travagliata, segnata da qualche dolore che non sono riusciti a lasciarsi alle spalle.

La differenza che li rende diversi dagli eroi è da trovare in questa sottile linea, poiché spesso anche l’eroe non ha un background felice.

Il cattivo però questa storia non l’ha metabolizzata, non è riuscito ad andare oltre il suo rancore, la sua rabbia oppure la sua… paura.

Sì perché una delle molle che scatenano spesso azioni efferate derivano dalla paura per qualcosa, la disperazione è la peggiore compagna che si possa scegliere.

Ecco perché quando si crea un vero Nemico, non lo si può rendere semplice, il malvagio è complesso perché ha insito in sé una motivazione.

Anche l’eroe è motivato, ma l’antieroe possiede qualcosa che lo rode dentro continuamente.

Se i giocatori riescono ad empatizzare con il loro avversario, potrebbero persino decidere di trovare una alternativa alla sua distruzione.

Questo accade perché, citando una battuta del fil “Ender’s Game”:

“Quando inizi a comprendere il tuo nemico, cominci a perdere il desiderio di distruggerlo…”

Se i vostri giocatori arriveranno a questo punto, forse avrete giocato bene le vostre carte è creato un vero, solido ed indimenticabile Antagonista.

Conclusioni

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