Che cos’è un eroe?

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Cosa rappresenta un eroe nel gioco di ruolo?

In questo articolo vi parlerò di questa figura che è cardine della maggioranza dei giochi di ruolo.

L’eroe è spesso il vostro personaggio, si tratta di colui che interviene a difesa del bene quando la marea del male si alza.

Può apparire un discorso banale e semplicistico ma la figura di cui vi parlerò è stata approfonditamente studiata dalle menti più eccelse dell’umanità.

In questo articolo però non vi parlerò del “Viaggio dell’eroe”, che si tratta di un argomento che ha bisogno di un intero articolo dedicato.

Parleremo soltanto di questa creatura che popola l’immaginario umano fin dall’alba dei tempi.

Perché scrivo questo articolo?

Semplicemente per darvi coscienza del ruolo che andate a rivestire quando giocate, perché attraverso tale consapevolezza, il vostro livello di gioco potrebbe impennarsi.

L’eroe nell’epica classica

L’epica è il primo reale strumento che ci permette di avvicinarci a questa figura.

L’era del mito è popolata da eroi che, secondo le leggende, hanno plasmato il destino del loro mondo regalandoci la pace.

Tutte le culture del mondo hanno i propri eroi della mitologia, ma noi conosciamo principalmente quelli dei classici greci e romani.

Inoltre, grazie alla diffusione di conoscenze nella nostra era digitale, anche alcune figure del panorama nord europeo sono state riscoperte da molti appassionati qui in Italia.

Ma cosa rappresenta questa figura nella mitologia classica?

L’eroe è il portatore di conoscenza e civiltà, egli trasmette la cultura portando con se la conoscenza.

Uccide i mostri e riconsegna lo spazio “Altro”, vale a dire la natura selvaggia, agli uomini.

Oppure si spinge in un immaginifico altrove che è al di là dei confini del mondo “conosciuto”, luoghi dove si addentra per portare quiete e scongiurare i pericoli.

Si tratta di una figura “Liminare” ovvero di qualcuno che vive sul confine tra la civiltà e la barbarie.

Di solito qualcuno che possiede in sé qualcosa di diverso che lo rende diverso dagli uomini e quindi capace, per loro conto, di abbattere le minacce che un semplice mortale non potrebbe affrontare.

Questo pone quindi questa figura al limite della stessa società degli uomini, e seppure sentendosene parte ne diventa estraneo.

Se pensate ad Ercole che è figlio di Zeus, egli possiede una forza sovra umana donata dal divino padre.

Solo lui ha la forza di abbattere l’Idra e l’Uccello del lago stinfale, ma lui lo fa per riportare la pace nei regni degli uomini.

Le sue 12 fatiche sono un percorso che persegue questo scopo, ma si tratta anche di un percorso per farsi apprezzare dagli uomini.

Uomini di cui si sente parte ma che a causa della sua diversità lo emarginano e ne hanno paura.

Come anche il Dio Polinesiano Maui abbandonato dalla sua stessa famiglia che compie le sue imprese per essere amato.

Questo vuol dire essere Eroi per l’epica, e sono certo che molti giocatori di ruolo si rivedono molto in tali personaggi.

Il mio personaggio non si sente un emarginato

Sul serio?

Molto spesso invece la maggioranza dei giocatori scrivono un “Background”, cioè la storia del proprio personaggio, ponendosi ai limiti della società.

E sapete perché lo fanno… perché un vero EROE non può essere tale senza una vita travagliata e senza posizionarsi sul margine.

Anche gli avventurieri sono odiati e temuti dal popolo, date le loro eccezionali capacità, e le loro imprese servono a guadagnarsi il rispetto.

Praticamente tutti interpretano il proprio ruolo seguendo i canoni che contraddistinguono la figura dell’eroe.

Anche per tali motivi la stesura di Background è fondamentale e per avere ulteriori info vi consiglio di Cliccare Qui per vedere il video del canale youtube di “Di Dadi, Spade ed Eroi” in cui parlo della sua importanza.

Se volete inoltre approfondire l’argomento sugli eroi vi consiglio l’acquisto di questo libro:

“Il libro della mitologia. Grandi idee spiegate in modo semplice”

La particolarità di questo testo e che spazia nella mitologia mondiale e spiega i concetti in maniera semplice e fluida.

Quando l’eroe diventa Supereroe

Non potevo non parlare della tendenza dell’ultimo secolo, che ha visto la nascita di una seconda era dell’epica.

Questa volta però l’umanità è andata oltre, eliminando la componente divina divenuta fuori “moda” e dando ai mortali stessi di forgiare degli eroi.

Sto parlando dei Supereroi dei fumetti, uomini che per cause scientifiche di diverso genere hanno acquisito capacità speciali.

La scienza quindi è andata a sostituire la magia e la religione, rimettendo nelle mani dell’uomo stesso la creazione di un nuovo tipo di figura.

La società ormai priva di fede, concentrata completamente sull’egoistica concentrazione di ogni cosa nelle mani dell’essere umano creò…

I Supereroi…

Perché, presi dalla smania di grandezza ed egocentrismo la figura epica creata dalla magia era comunque inferiore a quella della divina scienza umana e da qui… si aggiunse quel Super- che fa molto figo.

Così le nuove generazioni sono cresciute con questa nuova figura idealizzata e posta non più sul confine tra civiltà e natura ma tra bene e male.

I supereroi lottano non per abbattere i confini, ma per fare tabula rasa di coloro che non condividono la loro visione idealizzata di bene.

Estremizzati come il pensiero comune moderno che non vede più il mondo secondo una scala di sfumature di grigi, ma, o bianco o nero.

Così gli Eroi sono diventati Super, per appagare l’egocentrismo delle persone, perché creati a forma ed immagine dell’uomo moderno che crede che l’unico conflitto che realmente valga la pena di combattere sia quello tra bene e male.

Naturalmente non c’è nulla di male in questo, ed ognuno ha la sua visione, ma di sicuro un cambiamento (non un evoluzione) c’è stata.

Ed infatti, molti giocatori di ruolo pescano a piene mani da questi “esempi” più moderni di eroi, giocando secondo canoni morali a volte un pò troppo estremizzati.

Ma se vale ancora l’adagio “Il giusto sta nel mezzo” probabilmente così Super non lo sono questi nuovi eroi.

Se invece amate i nuovi supereroi vi consiglio alcune letture interessanti per ispirarvi ed arricchire la vostra conoscenza in merito:

Si tratta di enciclopedie di tutti i supereroi degli universi Marvel e DC, tre opere davvero ben fatte ed interessanti per conoscere i “Nuovi Eroi”.

Se invece avete voglia di confrontarvi con altre forme di ispirazione cliccate qui per leggere l’articolo dedicato all’argomento.

Un Eroe del nostro tempo

Per concludere la panoramica sulla figura dell’eroe vorrei parlarvi dell’era attuale e del suo rapporto con la figura dell’Eroe.

Questo appellativo viene oggi spesso ritrovato sulla bocca di tutti in diverse occasioni.

Il cane, il pompiere, il soldato, il pilota o anche il passante eroe; e molte altre volte ho sentito parlare in questi termini di questa figura.

Ora senza snaturare determinate azioni valorose, o elencando eventi tragici che potrebbero far risentire molti lettori, vi avviso che l’intento di questa parte dell’articolo non è assolutamente insultare chi tale appellativo se lo è davvero guadagnato.

Sto parlando dello snaturarsi dell’uso di questa parola.

Per prendere gli esempi sopracitati e senza scadere nel cinismo, cosa che odierei fare analizziamo i fatti.

Un cane agisce per fedeltà.

Un pompiere, un soldato ed un pilota per coraggio, dedizione ed abilità, cose richieste al ruolo che ricoprono.

Un passante invece agisce per puro senso di umanità.

In tutte le loro azioni però, c’è eroismo, ma ciò non li rende eroi, perché l’eroismo è l’arte che gli eroi ci hanno insegnato.

E’ proprio questa la funzione che l’eroe ha avuto nella storia umana, insegnarci ad imitarlo per rendere il mondo un posto migliore.

Quando, quindi, compiamo una buona azione, aiutiamo qualcuno oppure agiamo per l’interesse comune, non siamo eroi, ma agiamo secondo l’idea che questa figura ci ha trasmesso.

Ed è assolutamente un plauso agire in questa maniera.

Ora direte voi, ma cosa ha a che fare questo con il gioco di ruolo?

Ve lo spiego subito, si tratta di un ulteriore riprova di quanto questa passione possa renderci migliori.

Perché, pur agendo da eroi nella finzione di un semplice “gioco” continuiamo a tenere vivi quella piccola dose di eroismo che ci spingerà, quando dovremmo prendere una decisione, a fare la scelta giusta.

Perché tutto questo discorso si riduce a questo, questo articolo, tutte le parole che avete letto non servivano ad altro che portarvi qui.

Come la pergamena del drago di Kung Fu Panda, che riflette l’immagine di Pow.

L’ingrediente “speciale” per salvare il mondo del gioco o quello reale, siete soltanto voi.

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