Quello che i giocatori di ruolo vogliono

Quello che i giocatori di ruolo vogliono, di cosa si tratta?

Per alcuni Master la risposta è irrilevante, ma quello che spesso dimentichiamo è quello che i giocatori vogliono in un gioco di ruolo.

Non è semplice capirlo e non si tratta di un discorso poco pratico, ma di una vera e propria arte.

Ogni persona è diversa

Bella affermazione scontata per iniziare, vero?

Eppure quando sediamo ad un tavolo da gioco spesso ce lo dimentichiamo, in realtà lo facciamo anche ogni giorno della nostra vita pensando, in maniera sbagliata, che gli altri debbano pensarla come noi.

Perché lo facciamo?

Perché, ad essere buoni, non ce ne rendiamo conto, ma si tratta di una scusa.

So cercando di farlo anche io anche io mentre scrivo questo articolo?

No, perché il mio fine non è convincere nessuno, il mio obiettivo è soltanto quello di farlo notare.

I giocatori sono spesso amici vostri e sapete che persone sono, quali sono le loro aspirazioni ed i loro desideri.

Pur non volendolo, a volte scelgono dei personaggi affini a loro e si aspettano che in un certo senso voi li capiate e facciate fare ai loro personaggi quello che amano.

Per fare un esempio pratico:

“Marco è un chitarrista in un gruppo Metal e gli piace tantissimo quando la gente “Poga” durante i suoi concerti.

Ora nel mondo di gioco interpreta un Bardo scanzonato che suona in bettole ed è sempre ubriaco.

Cosa potreste fare, per farlo divertire?

Bé sì, l’esibizione a corte è stata un successo, ma e ben diverso farlo esibire davanti ad una platea di Mezz’orchi ubriachi che sudati “Pogano” in una locanda”.

Non è fondamentale per la vostra storia, ma credetemi, Marco apprezzerebbe tantissimo.

Non c’è spazio per la tua vita

Altro grande errore è concentrarsi sulla propria storia, molti master vogliono sapere all’inizio della campagna un “Background” dei propri personaggi, cioè la loro vita prima dell’avventura…

…per poi dimenticarla.

Un comportamento del genere è sconsigliabile per diversi motivi.

Il primo è che si tratta di un modo offensivo di trattare i personaggi dei vostri amici, il gioco di ruolo, ve lo ricordo, è un gioco di inclusione e non di esclusione.

Inoltre il background arricchisce la vostra storia, le emozioni che il giocatore prova quando salva i suoi bambini rapiti dal cattivo, la possibilità di vendicare la morte di suo fratello, il dover scegliere se vincere la sua fobia o salvare l’amico in pericolo.

Sono tutti esempi di sfruttamento del “Background”.

Questo modo di gestire le vite private dei personaggi, non solo rende più drammatica la vostra storia, ma è proprio quello che i giocatori vogliono da voi.

A volte può capitare però che un giocatore voglia qualcosa di esagerato.

Ad esempio cavalcare un drago oppure rubare il Millenium Falcon a Han Solo, in questi casi la risposta alle loro richieste non dovrebbe essere un secco No. Quello che dovete provare a capire è:

Perché lo vuole?

La motivazione è la cosa più importante da individuare, se la motivazione non è dettata dalla sola voglia di diventare più potenti, ma si basa su cose sensate, a tempo debito dovreste permetterlo.

Ricordate la regola più sacra dei giochi di ruolo, divertirsi e far divertire, è un gioco che non va preso, né troppo alla leggera, né troppo seriamente, lo si fa per passare del tempo assieme a degli amici e fare quello che tutti sogniamo ma che non possiamo fare nella realtà.

In fondo è soltanto questo, quello che i giocatori di ruolo vogliono.

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