Raccontare nei Giochi di Ruolo

Colpi di scena, descrittive e fine sessione

Le favole insegnano davvero tanto a raccontare…

Raccontare nei giochi di ruolo, molti potrebbero rispondere a questo titolo nel seguente modo.

Ma davvero? certo che sei davvero un genio del gioco di ruolo…

Ma è davvero così? noi tutti sappiamo raccontare delle storie?

Ora vi faccio una domanda, quanti di voi sanno raccontare una barzelletta, quanti di voi hanno letto ad alta voce una favola intrattenendo tante persone?

Raccontare non è semplice, raccontare non è scontato, dalle cose più semplici a quelle più complesse.

Si tratta di un’arte fine, che va allenata parecchio, perché se una favola rapisce e rimane nelle nostre menti allora chi ce l’ha raccontata avrà saputo farlo.

Oppure se una barzelletta ci ha fatto ridere è stato perché l’hanno saputa raccontare.

Cosa intendi con “Raccontare in un gioco di ruolo”?

La domanda è davvero pertinente, cosa intendo?

Semplicemente che mentre creiamo una sessione od un’intera campagna certamente ci troveremo in una situazione carica di Phatos.

Un momento epico, tragico e decisivo che potrebbe rappresentare un punto di svolta dell’avventura dei vostri amici e probabilmente la fine della loro avventura.

Vorreste distruggere questo momento raccontando in maniera orrenda tali momenti?

Tanto varrebbe non giocare di ruolo proprio credetemi.

Ma il saper raccontare può essere utile anche durante tutta la campagna, ed usandolo nel corso del tempo vi allenerete per quei momenti in cui dovrete essere perfetti.

I tre momenti sfruttabili sono “Le Descrittive”, “I Colpi di scena” e “La fine sessione”.

Le Descrittive

Immaginate un film oppure una serie Tv, spesso ci sono delle scene in apertura che non hanno nulla a che fare con la storia o il protagonista.

Per fare un esempio, la prima scena di “Mars Attack”, in campagna un tipo si ferma a parlare con un vicino.

Gli chiede se sia festa nazionale per lui, perché si sente profumo di barbecue da miglia, poco dopo una mandria di mucche in fiamme attraversano la strada.

Un disco volante si stacca dal suolo e vola via.

Ora, se conoscete il film saprete che la scena è dal tutto inutile, serve solo a preparare lo spettatore a due cose:

La prima, il film parla di un invasione aliena.

La seconda, il film ha una chiave comica.

La stessa cosa la potete fare con le vostre sessioni, vi ricordate quando vi dissi che i film erano fonte di ispirazione in questo articolo?

Ecco se avete seguito i miei consigli in merito avrete già molto materiale da usare.

Quello che dovrete fare sarà semplicemente descrivere all’inizio della sessione una situazione che potrebbe anticipare un problema o caricare i giocatori.

Aiutandovi con una musica adatta, potreste già iniziare a pilotare in maniera dolce la storia fin dalle prime fasi.

E così dite ai vostri giocatori di immaginare la seguente scena, non è un loro sogno o ricordo, è un introduzione alla sessione:

“Una giovane contadina si sta recando al torrente vicino casa per lavare i propri panni, ad un tratto qualcosa nel sottobosco attira la sua attenzione.

Un ringhio basso e feroce proviene dagli arbusti ma la piccola Helen sa che non ci sono mai stati animali feroci nella valle, forse si tratta del piccolo Nicolas che l’ha seguita.

Afferra un bastone per dargli una lezione, ma una volta addentrata nella foresta i suoi occhi si riempiono di terrore e solo un grido agghiacciante fa eco nella valle inondata dal sole mattutino”.

Questo era naturalmente un esempio ma già darete molto ai giocatori, un ambiente dove probabilmente si svolgerà la loro avventura.

Un probabile ma misterioso nemico, ed il desiderio di vendicare la povera piccola vittima, e sarete solo ad inizio sessione…

Colpi di Scena

Il tanto amato ed ODIATO il colpo di scena.

Ma perché odiato?

Bé, molti Master non apprezzano il colpo di scena perché spesso ci si confonde con il “Deus Ex Machina”.

Cos’è anche questo?

Semplice, la forzatura spesso usata in teatro affinché grazie ad un intervento, spesso di derivazione sopranaturale, una situazione critica si ribalta.

Usare questi interventi, toglie la scena ai giocatori, eliminandoli dalla contesa e relegandoli nel settore degli spettatori.

Nel mentre il master descrive minuziosamente come i due Goblin che fino ad un istante prima stavano gonfiando i pg vengano fatti a pezzi da uno sconosciuto apparso dal nulla.

Questo è senz’altro il modo di NON usare i colpi di scena.

Un colpo di scena deve essere qualcosa di previsto da tempo, non un salvataggio, all’ultimo momento.

Questo perché i giocatori si accorgono molto facilmente quando forziamo una situazione assurda solo per salvarli.

In questi casi, anche se non era previsto, conviene farli morire ma lottare fino all’ultimo con tutte le loro forze.

Ma quindi quando possiamo ed in che modo possiamo usare i colpi di scena?

Un colpo di scena deve avere queste caratteristiche per essere ottimo:

  • Essere davvero molto raro nel corso della storia.
  • Avvenire in una situazione pianificata a dovere dai personaggi ma che, nonostante tutto, diventa critica e letale.
  • Avvenire anche in maniera straordinaria e non sempre ad opera diretta di qualcuno.
  • Non deve avere una derivazione divina che ha molto il gusto della mano del master che entra in gioco.

Situazioni simili potrebbero essere ben rappresentate da due film (ripeto la loro importanza, vedete?).

Nel finale di “Salvate il soldato Ryan” il capitano disperato spara con la sua pistola contro il panzer tedesco che avanza verso di lui.

Aveva pianificato tutto ma non è bastato, è una situazione tragica, poi il panzer esplode grazie ad un bombardiere che nessuno sapeva stesse arrivando.

Oppure nell’ultimo capitolo della nuova trilogia “Planet of The Apes”, la valanga del finale che nessuno si aspetta e salva la situazione (non sto spoilerando, vedetevelo)

Usare i colpi di scena in questo modo, raccontandoli per bene, riuscirete a rendere la vostra storia molto più avvincente.

Fine Sessione

La fine di una sessione, non è il finale dell’intera avventura, ma anche in questo caso sarà bene sapere come raccontare nei giochi di ruolo.

Ma, mentre il finale deve avere la funzione di rendere i giocatori fieri ed orgogliosi di aver finalmente raggiunto uno scopo, il finale di sessione ha un fine ben diverso.

Il finale di una sessione deve assomigliare a due cose:

  • A dei finali stile film Marvel
  • A dei finali di una serie TV

Il primo tipo di finale sarà molto simile alla descrittiva usata ad apertura della sessione.

In questo caso però la scena potrebbe essere spostata su di un nemico misterioso che si palesa meditando vendetta per l’operato dei giocatori.

Oppure un liquido nero che striscia fuori dalle macerie della torre del mago malvagio distrutta dai giocatori.

La seconda invece è un tipo di finale in azione, con i personaggi che sono intenti in un durissimo scontro che non sanno come andrà a finire.

Oppure con una minaccia apparentemente insormontabile che si palesa loro.

O la nube di polvere alzata da un esercito in marcia in direzione di un castello nel quale sono intrappolati.

Qualsiasi sia il vostro genere di finale, l’importante e raccontarlo in maniera che nei giocatori si crei una eccitazione ed attesa per la sessione successiva.

Questo provocherà molto stress sappiatelo, perché staranno lì a torturarvi per giocare di nuovo.

A parte gli scherzi, grazie a questa tecnica creerete continuità, attesa e dinamicità alla vostra storia, facendola sembrare viva.

Conclusioni

Come avete visto, raccontare nei giochi di ruolo non è una passeggiata.

Ma ricordate, con questi consigli sarete più che in grado di migliorare molto le vostre storie, rendendole più interessanti.

Queste regole valgono per tutti i giochi di ruolo:

Quindi cosa state aspettando, pronti a lanciarvi in una nuova avventura?

Raccontare storie è la parte divertente dei giochi di ruolo, non dimenticatelo mai, ma la cosa più bella è quando i vostri giocatori vogliono ascoltarle.

Quella sì che è una grande vittoria per voi, perché non basta solo una buona storia, bisogna sapere anche raccontarla a dovere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *