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Un percorso di vita

Volevo solo fare la guida turistica

guardando l'orizzonte da uno sperone roccioso e sognando di fare la guida turistica.
Vista che si può godere da Rocca Calascio

Sembra davvero strano che mi sarebbe bastato essere una guida turistica, eppure vi giuro è la verità.

I bambini solitamente sognano di diventare personaggi votati a mansioni importanti, nello sport, nella medicina, nell’ingegneria ed in tutte quelle attività pratiche che la nostra società offre.

Io non ero pratico, non lo sono mai stato, la praticità porta il pane in tavola, la stabilità, una famiglia e la tredicesima.

Invece io ero quel genere di bambino che amava essere stimolato intellettualmente, leggevo come quasi fosse una malattia.

Questo naturalmente dopo che la mia maestra (altra persona molto pratica) mi mandò dal logopedista perché incapace di leggere velocemente.

La realtà non era una dislessia, ma l’incapacità di insegnare a leggere ad un bambino, dopotutto lo stipendio arriva comunque a fine mese.

Se lei non sapeva insegnare, feci da me, ed iniziai a leggere, ma purtroppo non smisi più.

Rimasi affascinato dalla storia, piena di moltissime culture, usanze, luoghi e avvenimenti; leggere la storia lo trovavo divertente, era come un romanzo senza fine che potevi riprendere cento volte per perderti da un’altra parte.

Volevo fare l’archeologo, lo storico, conoscere il mondo come Tintin, scrivere articoli di luoghi esotici, scavare nella valle dei templi con Sallah imitando Indiana Jones, ma soprattutto volevo raccontare, non insegnare, la storia agli altri.

Ma la Guida Turistica, all’epoca, era una terza scelta, diamine con tutte quelle altre cose avventurose che avrei potuto fare!

Quando ancora non volevo fare la Guida Turistica

Arrivò la maturità ( ma neanche troppa) e decisi di iscrivermi a Storia per seguire il mio destino, quando lo comunicai furono tutti felici come se avessi detto che mi sarebbe piaciuto diventare collaudatore di paracaduti.

Ma mi interessava davvero poco, ero sicuro che avrei avuto un futuro radioso davanti a me, ma purtroppo non fu così.

L’università ampliò quello che da autodidatta avevo già studiato, pensavo che si trattasse di un semplice proforma, e che la chiave del successo mi sarebbe stata consegnata presto.

Nel mentre mi legavo sempre di più alla mia terra ed alla fine le regalai una splendida tesi di laurea intitolata “Città portuali e traffici commerciali in Abruzzo tra XII e XV secolo”.

Rientrato in regione presi a cercare di inserirmi in qualsiasi realtà che richiedesse la mia figura professionale.

Fu così che mi capitò di ritrovarmi, durante una gita, a confrontarmi con alcuni turisti che si lamentarono con me della mancanza di guide e infrastrutture che perlomeno trasmettessero informazioni di base.

Decisi dunque di tentare la strada della Guida Turistica, immaginando una fulminea carriera, ed invece…

portale della collegiata di san michele arcangelo a città sant'angelo
Portale della Collegiata di San Michele Arcangelo (Città Sant’Angelo)

Sapere le cose ed amare la tua terra non basta

Quando una persona decide di fare la guida turistica nel nostro paese, deve sapere che c’é un percorso da fare e deve affrontare un concorso pubblico.

La fantastica burocrazia sistemica mette lo zampino anche nel settore contro il quale si dovrebbe pressare davvero poco, ovvero quello turistico.

Ore ed ore passate nei borghi antichi, leggendo manuali e guide sul territorio, guardando documentari, parlando con la gente del posto ed una laurea in storia non bastano.

La qualifica è dettata da una commissione composta da gente che non saprebbe nemmeno proporre una location per una gita fuori porta.

Si è costretti a formarsi per la centesima volta su cose già studiate.

Ed infine, si viene scartati per mezzo punto alla prova finale del concorso.

Ora se questa selezione premiasse l’eccellenza di un gruppo di guide radicate sul territorio in maniera capillare, orientate alla presenza costante, nulla da eccepire.

In realtà non ci sono, bisogna trovarle, andarle a scovare fuori dai loro gusci, uffici, parcheggi da persone pratiche come la mia maestra.

L’amarezza è stata molta, e si può leggere dalle righe qui sopra, lo so, mi sono sentito deluso dal sistema, devo essere sincero.

Cosa deve fare allora una persona che ha esaurito le opzioni e che si vede arresa ad accettare un tragico destino che non avrebbe mai voluto?

Scappa, lontano da quel sistema che l’ha rifiutata… e finisce in Scozia.

Se vuoi vivere di turismo hai bisogno di una guida turistica

foto panoramica di un castello scozzese
Craigmillar Castle

Quando arrivi in Scozia capisci che dopo il petrolio, la seconda fonte di reddito nazionale è il turismo.

Castelli, leggende, Pub e tutte le suggestioni che ronzano nella testa di noi mediterranei e in quelle di culture non europee aiutano.

Le stesse identiche suggestioni che accompagnano il nostro bel paese, con due differenze sostanziali.

Primo, in Scozia si fa azienda con la storia, lucrando pesantemente con enti privati come Historic Scotland che acquista siti storici, li restaura e ne fa manutenzione.

All’ingresso si paga un biglietto e si possono acquistare gadget, prodotti tipici, audioguide in moltissime lingue e guide scritte.

Infine è sempre presente una guida turistica nelle loro strutture, perché?

Perché ci si guadagna una montagna di denaro, non per beneficenza!

Secondo, chiunque può essere una guida, regolarizzarsi e farsi pagare, oppure organizzare tour ed agenzie… Chiunque…

Indovina il council (comune) cosa pretende da te?

Nulla, anche perché se non hai passione non fai la guida turistica e se non sei capace o formato fallirai.

Nella competizione devi tirare fuori l’eccellenza e l’estro dell’inventiva, come le guide in costume nella città sotterranea di Edimburgo il “The Real Mary King Close” .

E quindi mi domando, non è che stiamo sbagliando davvero tutto noi?

La soddisfazione di un signor nessuno

castello di rocca calascio, l'aquila abruzzo
Rocca Calascio

Oggi vivo di nuovo in Abruzzo, ed amo nel profondo questa regione, ed ogni volta che un amico viene a trovarmi lo accompagno.

Credo che ogni microscopico angolo del nostro paese riservi centinaia di attrazioni e possibilità turistiche inutilizzate e non per carenza di fondi e personale.

Quello che manca sono le persone giuste nelle posizioni giuste, la liberalizzazione della cultura e la passione.

Puoi avere cento guide formate, ma quella appassionata regalerà un esperienza unica a chi l’ascolta.

E’ quello che mi capita continuamente quando accompagno i miei amici in giro, nel raccontare la storia di un luogo, nello spiegare quello che vedono.

La mia più grande soddisfazione avvenne l’estate scorsa mentre mi arrampicavo proprio a Rocca Calascio con un amico proveniente dalla Sicilia.

Raccontavo e spiegavo ogni cosa ma non mi rendevo conto che lentamente dietro di noi, quasi in maniera naturale, ci seguirono delle persone.

Quando terminai la spiegazione mi voltai e vidi il mio amico sorridere e i turisti che mi applaudivano, ringraziandomi per averli aiutati a capire.

Forse non avrò superato corsi e concorsi, non sono stato mai pratico, e non merito, per chi giudica, questa posizione, ma quello che volevo fare era solo la Guida Turistica.

Perché l’amore non si insegna, non si apprende ne si trasmette, l’amore risiede in noi, non quantificabile con tredicesime e posti fissi, ma dall’orgoglio per le nostre radici.

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